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Il nostro metodo di ricerca psicoanalitico costruito attraverso il gruppo "Sciame": osservazioni in "corso d'opera"

PUBBLICAZIONI DI RICERCA


D'ORAZIO LELLI
FORMAZIONE E RICERCA PSICOANALITICA
SCUOLA DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA
DELLA COPPIA E DELLA FAMIGLIA
Via Poggi 1 Milano
Corso Saffi 1 b Genova

IL NOSTRO METODO DI RICERCA PSICOANALITICO COSTRUITO ATTRAVERSO
IL GRUPPO "SCIAME": OSSERVAZIONI IN "CORSO D'OPERA"

Giovanni D'Orazio Elisabetta Lelli

Noi sappiamo che, cercare di comprendere la complessità del funzionamento
psicologico della mente umana nell'affrontare il mondo esterno ed il mondo interno,
non si può ridurre alla sola conoscenza degli aspetti cognitivi. La conoscenza che acquistiamo
attraverso la nostra parte logico- cognitiva è solo una parte della conoscenza possibile
di noi stessi e degli altri. Sappiamo che c'è una parte di noi stessi che ha
un funzionamento inconscio e che determina pensieri, sensazioni e comportamenti
che si pongono fuori dalla nostra consapevolezza e che spesso sono oggettivamente
più determinanti degli aspetti consapevoli nella nostra vita. Questa parte inconscia
sappiamo che è stata ed è oggetto della psicoanalisi. Il metodo psicoanalitico
ci permette di avvicinarci e di comprendere il complesso funzionamento inconscio
della nostra mente. La formazione psicoanalitica ha l'obbiettivo di far sì che
il terapeuta aiuti il paziente a comprendere il funzionamento di questo
suo mondo interno inconscio.
Per riuscire a introiettare il metodo psicanalitico ci sono molte scuole psicoanalitiche
che hanno redatto programmi cui gli allievi possono accedere. Il fine di tali programmi
è la formazione del terapeuta. Di solito la formazione mira a far sì che il terapeuta introietti
e costruisca dentro di sé il metodo psicoanalitico.
Fatta questa premessa, uno degli strumenti più efficaci per arrivare a tale obiettivo
è la supervisione in gruppo. Di solito la supervisione stimola il terapeuta
ad auto-osservarsi attraverso il fatto che lui, partecipando al gruppo, può assumere,
alternativamente, sia la funzione di relazionare il caso clinico sia la funzione
di osservatore di chi in quel momento porta il caso clinico. Questo permette
ad ogni membro del gruppo di poter essere, alternativamente, sia relatore
che supervisore. In questa alternanza di ruoli, il partecipante al gruppo riesce
a costruire dentro di sé una capacità di autosservazione. E, passando dall'agire
all'autosservazione, costruisce il primo passo per acquisire una parte importante
del metodo psicoanalitico. Noi abbiamo costruito tre gruppi permanenti di lavoro.
Ogni gruppo è costituito da persone che collaborano insieme da oltre 15 anni.
Da alcuni anni ci siamo accorti che ciascuno dei gruppi si è trasformato
lentamente, cambiando la propria conformazione, in un gruppo di ricerca.
Per tale motivo li abbiamo chiamato questi gruppi "gruppi sciame".
Ci siamo domandati, attualmente, in che cosa consiste la capacità di ricerca
di questi gruppi.
Ci è venuto in mente che il gruppo inconsapevolmente ha accettato un metodo
diverso da quello usato da noi stessi quando nei primi anni ci limitavamo
alla supervisione. I gruppi lavorano usando sempre la supervisione di situazioni
cliniche, ma questa evoluzione del gruppo, avvenuta in maniera inconsapevole,
ha fatto sì che si sia affermato dentro ognuno di noi un metodo diverso da quello
di tanti anni prima.
IL METODO DEL PRISMA.
Ogni volta che ci pare di aver capito qualcosa, arriva sempre un evento o
una riflessione che spesso non combacia perfettamente con ciò che
ci sembrava di aver compreso e tutto sembra saltare di nuovo nel caos.
Se rinunciamo per un momento a voler inserire la nuova cosa nelle cose comprese,
se accettiamo di non far coincidere subito il prima con il dopo, possiamo rinunciare
a far coincidere tutto ed accettare che la realtà, che cerchiamo di comprendere,
sia un prisma fatto di tante facce in cui nessuna riassume il prisma,
ma tutte lo costituiscono. Credo che per noi sia opportuno costruire un animo
o una propensione a tollerare la sfaccettatura del prisma.
Questa tolleranza la costruiamo attraverso il lavoro del nostro gruppo di ricerca.
Durante la discussione, accettiamo di tenere insieme le varie facce del prisma
che si esprimono nel risuonare delle differenti sensibilità di ognuno di noi.
Ogni singola sensibilità di ciascuno di noi, risuona per descrivere una faccia del prisma.
Ogni singola sensibilità sottolinea un aspetto da tenere insieme con altri aspetti
nella costruzione del prisma.
E piano piano costruiamo dentro di noi un metodo per costruire
e tollerare la nostra imperfetta conoscenza.
Costruiamo questo metodo anche nel lavoro psicoanalitico con le persone,
accettando che una seduta possa essere diversa dalla precedente.
Accettiamo di rimandare le conclusioni.

Milano, 2 marzo 2026
pubblicato su www.doraziolelliscuolapsicoterapia.org
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